Il Regolamento sui Servizi Digitali (DSA) impone obblighi alle piattaforme online e ai marketplace che operano nell'UE, tra cui la segnalazione dei contenuti illegali, la procedura di rimozione di contenuti o inserzioni, l'informazione agli utenti e la trasparenza delle decisioni assunte dalla piattaforma. Gli obblighi variano a seconda delle dimensioni e della funzione del servizio, mentre per alcune categorie di piattaforme si applicano requisiti aggiuntivi. Per un'impresa che gestisce un marketplace o una piattaforma, la prima questione per l'avvocato di e-commerce è stabilire quali obblighi si applichino a quel determinato servizio e come debbano essere integrati nel suo funzionamento. I termini d'uso, le procedure di gestione dei contenuti, i meccanismi di segnalazione e i rapporti con venditori e utenti vanno esaminati come parte dello stesso quadro normativo.
I termini d'uso di una piattaforma devono funzionare nella pratica. Le imprese partono spesso da termini standard concepiti per un altro mercato o per un altro ordinamento. Tali termini possono non soddisfare i requisiti del diritto greco ed europeo, in particolare in materia di tutela dei consumatori, diritti di recesso, responsabilità della piattaforma, rapporti con venditori terzi e risoluzione delle controversie. Non conta solo il testo delle clausole, ma anche il modo in cui esse si collegano al funzionamento della piattaforma: che cosa viene dichiarato all'utente, chi risponde di ciascuna transazione, come vengono gestiti i reclami e quando un'inserzione o un contenuto possono essere rimossi.
I termini d'uso non sono semplicemente un documento che deve esistere prima del lancio. Devono riflettere il modo in cui la piattaforma funziona realmente.
La pubblicità digitale e le collaborazioni con influencer creano requisiti ulteriori. Le regole sulla disclosure dei contenuti sponsorizzati, l'uso dei contenuti degli utenti, la proprietà intellettuale e la pubblicità mirata vanno valutate insieme ai requisiti di protezione dei dati personali. In particolare quando la pubblicità si basa sul tracciamento degli utenti e sulla profilazione, il rispetto delle regole della piattaforma non significa automaticamente il rispetto del GDPR. Valutiamo quindi la piattaforma nel suo complesso — i termini d'uso, i rapporti con venditori e utenti, la gestione dei contenuti, la pubblicità e il trattamento dei dati personali — affinché i requisiti giuridici corrispondano al modo in cui l'impresa opera realmente.
Proporzionale alle dimensioni
Gli obblighi del DSA dipendono dalle dimensioni e dalla funzione della piattaforma
Il livello degli obblighi varia a seconda delle dimensioni e della funzione della piattaforma. Le piattaforme più grandi sono soggette a requisiti aggiuntivi, in particolare sulla gestione dei contenuti illegali e sulla trasparenza, senza che ciò significhi che le piattaforme più piccole siano fuori dall'ambito di applicazione del DSA.
Non è una soluzione unica
I termini d'uso vanno adattati al mercato specifico
Termini standard redatti per un altro ordinamento possono non soddisfare i requisiti del diritto greco ed europeo, in particolare in materia di tutela dei consumatori, contratti con i venditori e diritto di recesso.
Obblighi reali
L'influencer marketing non è privo di regole
Le collaborazioni con influencer e content creator sono soggette a regole di disclosure e di pubblicità, oltre ai termini d'uso della singola piattaforma.
Più sovrapposizione del previsto
Pubblicità digitale e GDPR sono strettamente collegati
La pubblicità digitale mirata si basa spesso sul monitoraggio del comportamento degli utenti e sul trattamento di dati personali. Rispettare le regole e le policy pubblicitarie di una piattaforma non significa automaticamente rispettare i requisiti del GDPR.